domenica 29 gennaio 2012
Un nuovo blog?
Nevica.
martedì 10 gennaio 2012
Storie vaganti.
mercoledì 28 dicembre 2011
Yule 2011
Una cosa mi ha fatto molto ridere.... le facce dei parenti che ti chiedono quanti anni hai e scoprono con sgomento che hai passato gli Anta. È un doppio trauma: gli si frantuma l'idea che tu sia sempre la ragazzina di famiglia e fanno improvvisamente i conti con il fatto che sono passati anche per loro quarant'anni da quando ti hanno vista neonata o poco più. Hanno di fronte la tua faccia ormai adulta e la loro ormai vecchia, e credo che questo doppio incontro con la realtà sia un brutale dono natalizio.
Pazienza. Tanto anche per me ogni tanto è un trauma scoprire che ho l'età della mamma di alcuni miei colleghi con cui condivido non solo il posto di lavoro ma anche gli interessi culturali ed i gusti musicali. Soffro io di PeterPanismo, senza dubbio. Eppure ogni tanto mi chiedo quanta distanza esista davvero tra le generazioni, ormai. Vivo con mia nonna che ha novant'anni, ma tra me e lei ci sono circa centocinquant'anni di differenza culturale. Ed anche mia madre della modernità conosceva piuttosto poco, non sapeva usare un pc, del resto, ed anche parecchie mie coetanee non lo sanno nemmeno accendere. Io d'altro canto non solo uso internet e scrivo blog, e visto che ascolto metal e gioco al pc, passo per una nerd con dieci anni in meno..
Bizzarrie della modernità. Eppure è anche un motivo di maggior difficoltà di comunicazione con le altre generazioni. Spesso tra genitori e figli gli argomenti sono sempre meno, e tutta questa differenza culturale fa si che i figli spesso abbiano maggiori competenze dei genitori in settori, come quello tecnologico, che diventa sempre più preminente nelle nostre vite. Il risultato di tutto questo è che i genitori finiscono con il non aver più lo stesso ruolo educativo nei confronti dei figli, che sempre prima si rendono conto di saperne di più dei genitori... quale traccia lascerà questo nelle menti dei ragazzi? Se sono le stesse che ha lasciato nella mia lo scoprire che vent'anni fa ne sapevo più io dei vecchi pc di mia madre, non sarà bella.
Ma forse gli spazi si colmano su altri terreni. Tanto è vero che anche andandosene mia madre è riuscita a lasciarmi un'altra insospettabile eredità: le relazioni. Quella rete di luce e di affetti che si era cucita attorno, e che si è palesata a me quando è venuta a mancare lei. Ed io dall'alto della mia tecnologia non sono altrettanto brava a intessere.
Allora forse tutta questa distanza non c'era...
Buon Natale, mamma... ovunque tu sia ora.
domenica 18 dicembre 2011
lunedì 7 novembre 2011
Gatti e pioggia
giovedì 20 ottobre 2011
Poesia?
sabato 1 ottobre 2011
...
lunedì 25 aprile 2011
Silenzio
Il mio umore è ballerino come il tempo, passo dalla luce accecante dei progetti alla pioggia di dolore che cerco di arginare, ma che ogni tanto bisogna lasciar sfogare.... e tra questi due estremi cerco di andare avanti, malgrado tutto, malgrado abbia apparentemente perso quasi tutti i miei punti saldi. Eppure ci sono, miracolosamente una parte di me numinosa e forte resiste sempre ed emerge proprio nei momenti di bisogno. Una voce interiore, bella, luminosa e potente che mi riempie di speranza, di chiarezza, anche e sopratutto quando dentro di me ci sono tenebra e tempesta. Per fortuna è la voce che ascolto con più attenzione.
Sono le sette, e dopo una giornata di sole ha cominciato improvvisamente a piovere.
Trasloco.
Gli altri? Ah, sono ancora in giro. Sto cercando da giorni Bukowsky e Richler, li stavo leggendo prima e non li ho ancora finiti, ma chissà dove si sono nascosti... ah, pazienza, salteranno fuori, di qua ad agosto! XPPP
sabato 9 aprile 2011
A te.
In te sono stato albume, uovo, pesce,
le ere sconfinate della terra ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.
In te sono passato da cellula a scheletro,
un milione di volte mi sono ingrandito
fuori di te l'accrescimento è stato immensamente meno.
Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota
perché il vuoto l'ho portato con me.
Sono venuto nudo, mi hai coperto.
Così ho imparato nudità e pudore,
il latte e la sua assenza.
Mi hai messo in bocca tutte le parole,
a cucchiaini, tranne una.
Mamma.
Quella l'inventa il figlio,
sbattendo le due labbra
quella l'insegna il figlio.
Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro,
dietro la febbre della scarlattina.
Ti ho dato aiuto a vomitare,
a friggere le pizze,
a scrivere una lettera,
ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate.
Ti ho versato il vino ed ho macchiato la tavola.
Non ti ho messo un nipote sulle gambe,
non ti ho fatto bussare ad una prigione,
non ancora.
Da te ho imparato il lutto,
e l'ora di finirlo.
A tuo padre somiglio, a tuo fratello,
non sono stato un figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari,
non il loro peso,
a te ho nascosto tutto.
Ho promesso di bruciare il tuo corpo,
di non darlo alla terra. Ti darò al fuoco,
fratello del vulcano che ci orienta il sonno
ti spargerò nell'aria dopo un acquazzone,
all'ora dell'arcobaleno
che ti faceva spalancare gli occhi.
Erri de Luca.
venerdì 11 marzo 2011
Ohibò.
Parole in sala da tè
giovedì 13 gennaio 2011
Paradossi.
Peccato non avere il tempo, maledizione!
martedì 23 novembre 2010
Rarità
E' uno strano periodo, l'autunno. Cala l'umore, in generale, ma in qualche modo è saggio che accada. Come diceva Pratt, in un'avventura di Corto, più un'anima è grande e profonda più tempo impiega a conoscere se stessa del tutto, senza ombre ne dubbi. E di ombre ne trova sempre, forse più degli altri, per cui è fisiologico incontrare lati in ombra. La questione è sapere cosa farne. La cosa più sensata è illuminare quello che si può e far pace con il resto, quello che non puoi mettere a posto. Il difficile è capire che cosa puoi o non puoi mettere a posto, a ben vedere... ma alla fine, se non riesci a metterci una pezza, la sola cosa che resta è far pace con se stessi.
Dopo tutto bisogna passar la vita con se stessi, è il caso di starsi simpatici, almeno.
mercoledì 20 ottobre 2010
tempo
domenica 13 giugno 2010
oblio
Il tuo cammino si fa più spazioso, quando dimentichi tutto.
Il solo nemico è la solitudine. Tagli tutto, rami secchi e rami verdi... e prima di veder ricrescere tutto passa del tempo. Magari sono rami più forti, ma non puoi saperlo finchè non li vedi crescere ed in certe fasi guardi i germogli ed aspetti e vorresti far andare il tempo ancora più velocemente, per trovare risposte, spiegazioni, quelle che non avevi trovato prima, o che prima non ti avevano soddisfatto. Mi son detto che quando devi solo darti il bianco, dentro, o lavar le tende, non hai bisogno di buttar giù il tetto, ma alle volte non basta. Ogni tanto il solo modo per rinnovare tutto realmente è tirar giù tutto e ricominciare da capo, anche se ti pare di non averne più nessuna voglia, anche se pensi di non farcela più a ricostruire tutto quanto. Anche se pensi di averlo già fatto, ma non basta. Non è abbastanza, e solo quando guardi per l'ennesima volta le macerie te ne rendi conto, del sollievo che ti danno. Quando tutto è distrutto, quando è rimasta solo polvere e cocci, allora soltanto puoi scegliere i pezzi migliori e riprovare ad usarli per ricostruire.. e se non ne trovi, pazienza, vuol dire che si cercano materiali migliori. La strada è lunga, ancora, tempo pare ce ne sia sempre. E se non ci fosse, pazienza. Almeno è valsa la pena provarci di nuovo.
sabato 5 giugno 2010
giovedì 8 aprile 2010
Ritorni
Che sto dicendo? Non ne ho la più vaga idea...
martedì 23 febbraio 2010
The Big Kahuna - il monologo
Big Kahuna. Il monologo
Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!
Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti.
Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.
Rilassati!
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell'accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta.


